"Quanto posso chiedere?" è probabilmente la prima domanda che ti sei posto prima ancora di aprire il portale INPS. La risposta onesta è: dipende, e non da un capriccio burocratico, ma da una formula precisa che lega l'importo a quanto guadagni, a quanto scegli di allungare il rimborso e a quanto spazio hai già "occupato" con altre trattenute. Vediamo come si arriva al numero concreto per il tuo caso.
Il piccolo prestito: un tetto legato alle tue mensilità, non un numero fisso
A differenza di un prestito personale bancario, dove l'importo massimo è spesso una cifra tonda uguale per tutti (10.000 euro, 20.000 euro...), il piccolo prestito INPS funziona diversamente: l'importo massimo è un multiplo della tua mensilità netta, e cresce insieme alla durata che scegli.
| Durata scelta | Importo massimo |
|---|---|
| 12 mesi | 1 mensilità netta |
| 24 mesi | 2 mensilità nette |
| 36 mesi | 3 mensilità nette |
| 48 mesi | 4 mensilità nette |
Il tetto assoluto, quindi, è quattro mensilità nette, ottenibile solo scegliendo la durata massima di 48 rate. Un dettaglio importante: la "mensilità" su cui si basa il calcolo non è lo stipendio lordo che vedi sul contratto, ma un valore calcolato da INPS sulle voci fisse e continuative della tua retribuzione o pensione — motivo per cui due persone con lo stesso stipendio "di facciata" possono ottenere importi leggermente diversi.
Prestiti pluriennali: qui il ragionamento cambia
Per i prestiti quinquennali e decennali, il meccanismo delle "mensilità" non si applica più. L'importo massimo dipende da una combinazione di fattori:
- i massimali fissati dal regolamento in vigore in quel momento, che possono essere aggiornati
- la capienza della tua quota cedibile: la rata, sommata a eventuali altre trattenute già attive, non può superare il limite previsto dalla legge (in genere un quinto dello stipendio o della pensione netta)
- la durata che scegli tra le due disponibili, cinque o dieci anni
In pratica, l'importo che puoi davvero ottenere è quello la cui rata mensile rientra nello spazio residuo del tuo quinto disponibile: allungare la durata riduce la rata mensile e quindi, potenzialmente, ti permette di chiedere un importo più alto a parità di capienza.
Il vincolo che accomuna tutti i prestiti INPS: la quota cedibile
Qualunque sia la formula scelta, esiste un limite invalicabile comune a tutti i prodotti creditizi INPS: la rata non può erodere oltre la quota consentita del tuo stipendio o della tua pensione netta. Se hai già in corso altre cessioni del quinto, deleghe di pagamento o pignoramenti, quello spazio si riduce di conseguenza, e con esso si riduce automaticamente anche l'importo massimo che puoi ottenere con un nuovo prestito INPS.
Domande frequenti
Qual è, in euro, l'importo massimo del piccolo prestito?
Non esiste una cifra fissa uguale per tutti: il massimo corrisponde a quattro volte la tua mensilità netta calcolata da INPS, quindi varia da persona a persona in base alla retribuzione o alla pensione.
Posso ottenere un importo più alto scegliendo una durata superiore a 48 mesi?
No, non per il piccolo prestito: 48 mesi è la durata massima prevista. Se ti serve una cifra superiore al tetto delle quattro mensilità, l'opzione da valutare è un prestito pluriennale, se rientri nei requisiti di accesso.
Altre trattenute già attive riducono l'importo massimo ottenibile?
Sì. Cessioni del quinto, deleghe di pagamento o pignoramenti già in corso riducono lo spazio disponibile sul tuo stipendio o sulla tua pensione, e di conseguenza abbassano anche l'importo massimo che puoi richiedere con un nuovo prestito INPS.