Ogni volta che leggi un preventivo di prestito, il TAEG è quel numero che ti dice, in una sola percentuale, quanto ti costerà davvero il finanziamento su base annua. Molti si chiedono se sia possibile ricavarlo da soli con una calcolatrice: la risposta breve è che in teoria sì, ma nella pratica non ne hai bisogno, perché la legge obbliga l'istituto a fornirtelo già calcolato. Capire comunque cosa c'è dentro quel numero ti mette in condizione di leggere un preventivo senza fartelo raccontare da qualcun altro.
Cosa entra nel calcolo
Oltre agli interessi calcolati con il TAN, il TAEG somma:
- le spese di istruttoria della pratica;
- i costi di incasso e gestione rata, quando previsti;
- le spese di apertura e gestione di un conto o di uno strumento di pagamento, se obbligatorio per ottenere il prestito;
- il costo di assicurazioni obbligatorie collegate al finanziamento;
- le imposte connesse al credito, quando a carico del cliente.
Restano invece fuori dal calcolo gli interessi di mora, che riguardano solo l'eventuale ritardo nel pagamento, e i costi dei servizi facoltativi che puoi scegliere liberamente di non sottoscrivere.
Perché il calcolo segue una formula unica in tutta Europa
Il TAEG non è un numero che ogni istituto calcola a modo suo: la formula è definita dalla direttiva europea sul credito al consumo, recepita in Italia nel Testo Unico Bancario. Si basa sull'attualizzazione finanziaria di tutti i flussi di pagamento previsti dal contratto — l'importo che ricevi da un lato, le rate e le spese dall'altro — riportati tutti allo stesso momento nel tempo per renderli confrontabili.
Il risultato di questo procedimento è una percentuale annua capace di rendere comparabili prestiti diversi per importo, durata e struttura dei costi. È proprio perché il calcolo è tutt'altro che banale che la normativa impone di indicarlo sempre, in modo chiaro, nel documento "Informazioni europee di base sul credito ai consumatori" che ricevi prima di firmare.
Un esempio numerico per capire l'ordine di grandezza
I valori che seguono sono puramente indicativi e non si riferiscono a un'offerta reale sul mercato. Su un prestito di 10.000 euro restituibile in 60 mesi con un TAN del 6%, la sola quota interessi porterebbe a una rata di circa 193 euro. Aggiungendo le spese di istruttoria e i costi di incasso rata, la rata effettiva sale leggermente e il TAEG risulta superiore al TAN, magari intorno al 7%. Quella differenza tra i due numeri misura, in sostanza, quanto pesano i costi accessori sul totale.
Come usarlo per confrontare offerte diverse
- Confronta sempre il TAEG a parità di importo e di durata: lo stesso prodotto, richiesto con parametri diversi, ha un TAEG diverso.
- Non fermarti al TAN: due prestiti con lo stesso tasso nominale possono avere TAEG molto distanti tra loro.
- Chiedi il prospetto di sintesi con l'importo totale dovuto — capitale, interessi e spese sommati — perché è il dato più concreto da mettere a confronto quando i due indicatori percentuali sembrano vicini.
I limiti del TAEG: cosa non ti dice
Anche se è l'indicatore più completo a disposizione, il TAEG non misura tutto. Non tiene conto della sostenibilità della rata rispetto al tuo reddito effettivo, non riflette la flessibilità del piano — ad esempio la possibilità di saltare una rata o rimodulare il debito — e non include il costo dei servizi facoltativi che potresti comunque decidere di sottoscrivere in seguito. Va quindi sempre letto insieme alle condizioni contrattuali complete, non usato come unico criterio di scelta.
Domande frequenti
Posso calcolare il TAEG da solo con un foglio di calcolo?
In teoria sì, applicando la formula di attualizzazione prevista dalla normativa, ma non è necessario: l'istituto è obbligato a indicartelo nel documento precontrattuale prima della firma.
Un TAEG più basso significa automaticamente un risparmio?
A parità di importo e durata, sì, perché include già tutti i costi obbligatori. Verifica però sempre che le due offerte messe a confronto siano davvero comparabili su questi parametri.
Gli interessi di mora rientrano nel TAEG?
No: riguardano il ritardato pagamento, non i costi ordinari del finanziamento, e per questo restano esclusi dal calcolo.