Il termine spread è più noto nei mutui, ma compare anche in alcuni prestiti personali, soprattutto quelli a tasso variabile. Capire cosa indica aiuta a leggere il TAN e a valutare come può cambiare la rata nel tempo.
La definizione
Lo spread è la maggiorazione, espressa in punti percentuali, che l'istituto applica sopra un tasso di riferimento per determinare il tasso di interesse del finanziamento. In formula semplificata:
Tasso applicato = tasso di riferimento + spread
Il tasso di riferimento è un parametro di mercato (ad esempio un indice interbancario), mentre lo spread è il margine deciso dall'istituto in base al rischio, al prodotto e alle politiche commerciali.
Spread e tasso variabile
Nei prestiti a tasso variabile, il tasso di riferimento cambia nel tempo seguendo il mercato, mentre lo spread di norma resta fisso per tutta la durata del contratto. Se il parametro di riferimento sale, sale anche la rata; se scende, la rata si riduce. Lo spread quindi non fa oscillare la rata, ma stabilisce quanto il tuo tasso sta "sopra" il mercato.
Spread e tasso fisso
Nei prestiti a tasso fisso, molto comuni nel credito al consumo, il concetto di spread è meno rilevante: il TAN è già un valore unico e definito per tutta la durata, e non viene ricalcolato periodicamente. In questi casi conta guardare direttamente TAN e TAEG.
Perché due persone hanno spread diversi
A parità di prodotto, l'istituto può applicare uno spread più alto o più basso in base a:
- Profilo di rischio del richiedente (storia creditizia, reddito, stabilità lavorativa)
- Importo e durata del prestito
- Canale di richiesta (filiale, online, promozioni)
- Sottoscrizione di prodotti accessori facoltativi
Cosa guardare nel preventivo
Lo spread da solo non dice quanto costa il prestito. Per un confronto corretto:
- Verifica il TAEG, che riassume tutti i costi
- Nei tassi variabili, chiedi una simulazione con scenari di rialzo e ribasso del parametro
- Controlla se lo spread è promozionale e per quanti mesi
Domande frequenti
Lo spread può cambiare durante il prestito?
Di norma no: nei contratti a tasso variabile resta fisso e varia solo il parametro di riferimento. Eventuali modifiche unilaterali sono soggette a limiti di legge e a preavviso.
Spread basso significa prestito conveniente?
Non necessariamente: un istituto può compensare uno spread basso con spese di istruttoria o costi accessori più alti. Guarda sempre il TAEG.
Nei prestiti personali a tasso fisso c'è lo spread?
Il costo è comunque costruito con una logica simile, ma non lo vedi indicato separatamente: trovi direttamente il TAN.