I prestiti diretti INPS applicano un tasso fisso stabilito dai regolamenti della Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, generalmente più basso di quello applicato dai prestiti bancari al consumo. Al tasso nominale, però, si aggiungono alcune voci di costo che incidono sensibilmente sul costo effettivo dell'operazione, ed è importante conoscerle tutte per capire quanto costa davvero un prestito INPS.
Le tre componenti del costo
- Tasso di interesse nominale annuo (fisso): definito dal regolamento INPS in vigore. Per il piccolo prestito si è storicamente attestato intorno al 4,25%; per i prestiti pluriennali si applicano tassi propri, distinti da quelli del piccolo prestito. Il valore effettivamente in vigore va sempre verificato sul sito ufficiale al momento della domanda
- Spese di amministrazione: una percentuale calcolata sull'importo lordo finanziato, storicamente intorno allo 0,50% per il piccolo prestito
- Contributo al fondo rischi: copre il debito residuo in caso di decesso dell'intestatario durante il piano. È calcolato in base a età del richiedente e durata del prestito, secondo apposite tabelle predisposte dall'INPS, e cresce sensibilmente con l'aumentare di entrambi questi fattori
Perché il TAEG è sempre più alto del tasso nominale
Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) riassume in un unico valore tasso di interesse, spese di amministrazione e contributo al fondo rischi, offrendo un'immagine molto più realistica del costo complessivo rispetto al solo tasso nominale pubblicizzato. Per un pensionato anziano con una durata lunga, il peso del fondo rischi può alzare il TAEG in modo piuttosto marcato rispetto al tasso nominale di partenza; per un dipendente giovane con una durata breve, invece, la differenza tra tasso nominale e TAEG resta generalmente più contenuta.
Un confronto pratico tra profili diversi
Per capire concretamente l'impatto di queste variabili, si può ragionare per profili tipo. Un dipendente pubblico di 35 anni che richiede un piccolo prestito su 24 mesi pagherà un contributo al fondo rischi relativamente contenuto, con un TAEG vicino al tasso nominale. Un pensionato di 75 anni che richiede lo stesso importo sulla stessa durata si vedrà invece applicare un contributo al fondo rischi sensibilmente più alto, proprio per il maggior rischio attuariale legato all'età, con un conseguente scostamento più marcato tra tasso nominale e TAEG effettivo.
Dove trovare i valori realmente aggiornati
- Sito INPS, nella sezione dedicata alle prestazioni creditizie: qui sono pubblicati regolamenti, circolari e le tabelle di dettaglio del fondo rischi in vigore
- Prospetto di sintesi generato automaticamente durante la procedura di domanda online, che riporta rata, tasso, spese e TAEG calcolati sul tuo caso specifico, il documento più affidabile in assoluto per conoscere il costo reale della tua operazione
Confronto con la cessione del quinto bancaria
La cessione del quinto tramite banche convenzionate ha tassi definiti dalle rispettive convenzioni e include sempre un'assicurazione obbligatoria, elemento concettualmente simile al contributo al fondo rischi dei prestiti INPS ma con logiche di calcolo diverse. In molti casi il prestito diretto INPS risulta più economico per gli iscritti alla Gestione unitaria, grazie a un tasso regolamentato generalmente favorevole, ma il confronto va sempre fatto guardando il TAEG complessivo e l'importo netto effettivamente erogato, non il solo tasso nominale di partenza.
Domande frequenti
Il tasso del piccolo prestito è sempre lo stesso nel tempo?
È fisso per la durata del singolo contratto già firmato, ma il valore applicato alle nuove domande può essere periodicamente aggiornato dai regolamenti INPS, quindi conviene sempre verificarlo al momento della propria richiesta.
Il contributo al fondo rischi si può evitare?
No: è obbligatorio per tutti i prestiti diretti INPS e serve a garantire il credito in caso di decesso del debitore durante il piano di rimborso, analogamente a quanto fa l'assicurazione obbligatoria nella cessione del quinto bancaria.
Conviene sempre scegliere una durata più breve per pagare meno?
Sì, in termini di interessi complessivi e di contributo al fondo rischi, che sono entrambi proporzionali alla durata; la rata mensile, però, sale di conseguenza, quindi va sempre bilanciata con la sua effettiva sostenibilità rispetto al proprio reddito.
Perché due colleghi con lo stesso importo richiesto pagano TAEG diversi?
Perché il contributo al fondo rischi dipende dall'età individuale del richiedente: a parità di importo e durata, un richiedente più giovane pagherà un contributo al fondo rischi inferiore rispetto a un richiedente più anziano, con un TAEG finale conseguentemente diverso.