Le persone con disabilità accedono ai prestiti personali esattamente come qualsiasi altro richiedente, sulla base del reddito dimostrabile e del merito creditizio, senza alcun trattamento discriminatorio previsto o consentito dalla normativa. In parallelo al mercato del credito ordinario, esistono però agevolazioni e contributi pubblici specifici che possono coprire interamente o in parte alcune spese, riducendo o eliminando la necessità di ricorrere a un finanziamento.
Reddito e valutazione: cosa viene considerato
Sono considerati redditi validi ai fini della valutazione, se stabili e adeguatamente documentati:
- Reddito da lavoro dipendente o autonomo, documentato con le stesse modalità previste per qualsiasi altro richiedente
- Pensione di invalidità o assegno ordinario di invalidità, secondo le politiche specifiche adottate dal singolo istituto
- Altri redditi documentabili del nucleo familiare, tramite cointestazione o garanzia di un familiare
Le indennità di natura strettamente assistenziale hanno un trattamento variabile da istituto a istituto, e vanno sempre verificate caso per caso prima di presentare domanda.
Agevolazioni e contributi da verificare prima di ricorrere al credito
Molte spese legate alla disabilità sono in realtà già sostenute, in tutto o in parte, da misure pubbliche dedicate, spesso poco conosciute:
- Contributi per l'abbattimento delle barriere architettoniche in ambito domestico
- Agevolazioni fiscali per l'acquisto di veicoli adattati e di ausili specifici
- Detrazioni fiscali per spese sanitarie e di assistenza sostenute
- Contributi regionali per domotica, ausili tecnologici e adattamento dell'automobile
Verificare e attivare queste misure prima di orientarsi verso un prestito riduce sensibilmente, in molti casi, l'importo effettivamente da finanziare, o può addirittura eliminare del tutto la necessità di indebitarsi per una determinata spesa.
Come si combinano agevolazioni e prestito
Non è raro che una persona con disabilità debba sostenere una spesa solo parzialmente coperta da un contributo pubblico: in questi casi la strategia più sensata è verificare prima l'entità esatta del contributo disponibile e richiedere un prestito solo per la parte residua effettivamente non coperta, evitando di finanziare l'intero importo quando una parte potrebbe essere sostenuta gratuitamente da una misura pubblica dedicata.
Prestiti INPS per gli iscritti alla Gestione unitaria
I dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie possono accedere a piccoli prestiti e prestiti pluriennali INPS anche per spese legate alla disabilità del richiedente stesso o di un familiare, a condizioni specifiche definite dal regolamento in vigore. Esistono inoltre graduatorie con criteri di priorità dedicati e sussidi specifici per i genitori con figli con disabilità a carico, strumenti spesso poco conosciuti ma potenzialmente molto utili.
Il valore della certificazione: perché conta sempre verificarla
Un elemento trasversale a molte delle agevolazioni descritte è il possesso di una certificazione formale della condizione di disabilità (il verbale di invalidità o di handicap riconosciuto ai sensi della normativa vigente). Prima di rivolgersi al credito ordinario, vale sempre la pena verificare se la propria certificazione dà diritto ad agevolazioni specifiche per la spesa che si intende sostenere, perché è frequente che queste misure non vengano richieste semplicemente per mancata conoscenza della loro esistenza.
Consigli pratici da seguire
- Verifica sempre prima i contributi e le detrazioni eventualmente applicabili alla spesa specifica che devi sostenere
- Se comunque ricorri a un prestito, scegli importo e durata realmente sostenibili rispetto al tuo reddito
- Valuta la cessione del quinto, se sei dipendente o pensionato, uno strumento spesso più accessibile rispetto a un prestito personale ordinario
Domande frequenti
La pensione di invalidità è accettata come reddito per un prestito?
Può esserlo, se risulta stabile e continuativa nel tempo; le politiche di valutazione cambiano tra i diversi istituti, in particolare per le prestazioni di natura più strettamente assistenziale.
Esistono prestiti a tasso zero specificamente dedicati alle persone con disabilità?
Non nell'ambito del credito al consumo ordinario. Alcune spese specifiche possono però essere coperte da contributi pubblici a fondo perduto, che vanno sempre verificati prima di considerare un prestito.
L'INPS concede prestiti dedicati specificamente alla disabilità?
L'INPS concede prestiti agli iscritti alla Gestione unitaria per diverse finalità, incluse quelle sanitarie e assistenziali, e prevede inoltre sussidi specifici dedicati ai genitori con figli con disabilità a carico.
Se non sono iscritto alla Gestione unitaria INPS, quali alternative ho per finanziare spese legate alla disabilità?
Puoi comunque valutare un prestito personale ordinario, presso una banca o finanziaria, oppure la cessione del quinto se sei dipendente o pensionato con i requisiti richiesti; in ogni caso, verifica prima le agevolazioni fiscali e i contributi regionali disponibili per la tua specifica situazione.