Alla fine della richiesta di un prestito personale, quasi sempre spunta una proposta: un'assicurazione a copertura del finanziamento, spesso presentata come parte "naturale" del pacchetto. La domanda che si pone chiunque, a quel punto, è semplice: devo davvero sottoscriverla? La risposta dipende dal tipo di prestito, e conoscerla in anticipo ti mette nella posizione di negoziare, non solo di accettare.
Il caso in cui l'assicurazione è davvero obbligatoria
C'è una sola situazione in cui la polizza non è una scelta: la cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Qui la normativa impone una copertura assicurativa contro il rischio di premorienza e, per chi è ancora in attività lavorativa, anche contro la perdita del posto di lavoro. La logica è garantire il rimborso all'istituto anche se viene meno la fonte di reddito su cui si basa la trattenuta diretta in busta paga o sul cedolino pensionistico.
Il caso, molto più comune, in cui è facoltativa
Nei prestiti personali "ordinari" — quelli non finalizzati e non basati sulla cessione del quinto — la polizza collegata, spesso indicata con la sigla CPI (Credit Protection Insurance), è quasi sempre facoltativa. Questo significa una cosa concreta: l'istituto può proportela, ma non può condizionare l'erogazione del prestito alla sua sottoscrizione. Se ti viene presentata come requisito per ottenere il finanziamento, hai il diritto di chiedere un'offerta equivalente senza polizza.
Cosa copre in pratica una polizza CPI
Le garanzie cambiano da contratto a contratto, ma le più comuni riguardano:
- decesso dell'assicurato;
- invalidità permanente di grado elevato;
- inabilità temporanea al lavoro, per malattia o infortunio;
- perdita involontaria dell'impiego, per i lavoratori dipendenti.
In caso di evento coperto, la polizza interviene rimborsando in tutto o in parte il debito residuo, oppure sostenendo il pagamento delle rate per un periodo limitato — sempre nei limiti dei massimali e delle esclusioni indicate nel set informativo.
L'effetto (diverso) su rata e TAEG
Qui sta un punto che in pochi verificano davvero:
- se l'assicurazione è obbligatoria (cessione del quinto), il suo costo entra nel calcolo del TAEG, e quindi è già "visibile" nel confronto tra offerte;
- se è facoltativa, resta fuori dal TAEG per definizione, ma non è affatto gratuita: il premio viene di norma finanziato insieme al capitale richiesto e spalmato sulle rate, aumentando l'esborso mensile complessivo senza che questo si rifletta nel numero percentuale che stai confrontando.
Questo significa che due prestiti con lo stesso TAEG possono avere una rata finale diversa, se uno dei due include un premio assicurativo facoltativo finanziato insieme al capitale.
Quattro cose da controllare prima di firmare la polizza
- Leggi per intero il set informativo, con l'elenco di garanzie, esclusioni e franchigie — è lì che si nascondono i limiti reali della copertura.
- Verifica se hai già una copertura simile attiva (una polizza vita, un'assicurazione infortuni personale) che renderebbe ridondante quella proposta.
- Metti a confronto il premio richiesto con il beneficio economico effettivo che otterresti in caso di sinistro.
- Ricorda che hai un diritto di ripensamento sulla polizza, di norma entro un termine specifico indicato nelle condizioni contrattuali.
Domande frequenti
Posso disdire una polizza facoltativa dopo aver firmato il contratto?
Sì, entro i termini previsti dalle condizioni di polizza hai diritto di recesso; se poi estingui il prestito in anticipo, in molti casi hai anche diritto al rimborso della quota di premio non goduta.
L'istituto può negarmi il prestito se rifiuto la polizza facoltativa?
No. Può proporti condizioni economiche diverse, ma è comunque tenuto a formularti un'offerta anche senza assicurazione.
Nella cessione del quinto posso scegliere io la compagnia assicurativa?
In generale sì: puoi presentare una polizza di una compagnia terza idonea, in alternativa a quella proposta dall'istituto convenzionato.