Tasse universitarie, alloggio fuori sede, libri di testo e materiale didattico: il costo complessivo di un percorso di studi universitario può crescere rapidamente, e non tutte le famiglie hanno la liquidità immediata per sostenerlo tutto in una volta. Ecco come funzionano concretamente, nella pratica italiana, i prestiti pensati per affrontare proprio questa esigenza.
Chi può effettivamente richiederlo
La maggior parte degli studenti universitari non ha ancora un reddito proprio dimostrabile agli occhi di una banca, e per questo il prestito viene tipicamente richiesto in due modalità distinte:
- dai genitori o da un familiare, come un normale prestito personale intestato direttamente a loro;
- dallo studente stesso, ma con un garante — spesso un genitore — se lo studente è maggiorenne e l'istituto accetta questa formula.
Alcuni istituti e alcune università, inoltre, offrono i cosiddetti prestiti d'onore: pensati specificamente per studenti meritevoli, con condizioni agevolate, spesso collegati a un ente pubblico o a una fondazione universitaria.
Cosa copre tipicamente questo tipo di finanziamento
- le tasse universitarie e i contributi di iscrizione annuali;
- le spese di alloggio, dall'affitto alle residenze universitarie;
- il materiale didattico e le attrezzature necessarie al corso di studi scelto;
- in alcuni casi, anche periodi di studio o stage svolti all'estero.
Le tre opzioni a confronto
- Prestito personale ordinario intestato a un genitore: la valutazione si basa interamente sul reddito e sulla storia creditizia del genitore, esattamente come per qualsiasi altro prestito personale.
- Prestito con garante: lo studente è formalmente il contraente, ma il rimborso resta garantito da chi si affianca alla richiesta in caso di inadempienza.
- Prestito d'onore: erogato da enti pubblici o fondazioni, spesso a tasso agevolato o addirittura zero, con criteri legati al merito accademico e/o al reddito ISEE del nucleo familiare.
Cosa considerare prima di scegliere
- L'importo effettivamente necessario: evita di richiedere una cifra superiore al dovuto solo per avere un margine di sicurezza, perché ogni euro in più genera interessi.
- La durata del rimborso: alcuni prestiti pensati per gli studenti permettono di iniziare a restituire solo dopo la laurea o l'inizio della prima attività lavorativa, un dettaglio che può fare una grande differenza pratica.
- Il TAEG complessivo, non il solo tasso nominale pubblicizzato.
- La possibilità di sospendere le rate in caso di difficoltà durante gli anni di studio.
Le alternative da valutare prima di indebitarsi
- le borse di studio regionali o universitarie, spesso cumulabili con altre forme di sostegno economico;
- i prestiti d'onore pubblici, con requisiti di merito o reddito ma condizioni generalmente più favorevoli di un prestito personale di mercato;
- i piani di pagamento rateale diretto offerti da alcune università proprio per le sole tasse di iscrizione, senza passare da un istituto di credito esterno.
Domande frequenti
Uno studente senza reddito può ottenere un prestito personale a proprio nome?
Difficilmente da solo: quasi tutti gli istituti richiedono un garante con reddito dimostrabile se il richiedente principale non ne ha uno proprio.
I prestiti d'onore sono sempre a tasso zero?
Non sempre, ma offrono spesso condizioni più vantaggiose rispetto a un prestito personale di mercato, proprio in virtù della loro finalità sociale ed educativa.
Conviene un prestito o aspettare l'esito di una borsa di studio?
Dipende dai tempi disponibili: le borse di studio seguono scadenze e graduatorie precise, mentre un prestito è più immediato ma comporta un costo. Vale sempre la pena verificare prima le scadenze dei bandi pubblici disponibili nella propria regione o ateneo.