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Differenza tra TAN e TAEG: cosa significano davvero

Illustrazione di copertina: Differenza tra TAN e TAEG: cosa significano davvero

Immagina di avere davanti due preventivi per lo stesso importo, diciamo 8.000 euro da restituire in 48 mesi. Il primo pubblicizza un tasso del 6,9%, il secondo dell'8,2%. D'istinto scarteresti il secondo. Poi ti accorgi che il numero più basso era il TAN, mentre quello più alto era il TAEG — e che, messi a confronto sullo stesso indicatore, la prima proposta in realtà costa di più. È l'errore in cui cadono in tanti, ed è anche il motivo per cui vale la pena capire una volta per tutte cosa distingue davvero queste due sigle.

Il TAN è il prezzo del denaro, e nient'altro

Il TAN (Tasso Annuo Nominale) è la percentuale che l'istituto applica al capitale residuo per calcolare gli interessi dovuti ogni anno. È un numero "pulito": non include commissioni, non include eventuali assicurazioni, non include le spese necessarie per aprire e gestire la pratica. Per questo un TAN basso colpisce nelle pubblicità, ma da solo racconta solo una parte della storia — quella che conviene di più mostrare, non necessariamente quella che conviene di più a te.

Il TAEG è quello che il TAN non dice

Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) nasce apposta per colmare quel vuoto. È un indicatore sintetico che riassume, su base annua, il costo complessivo del credito, mettendo insieme:

  • il tasso di interesse vero e proprio, cioè il TAN
  • le spese di istruttoria della pratica
  • il costo di eventuali assicurazioni obbligatorie per ottenere il finanziamento
  • le spese di incasso rata o di gestione periodica, quando previste
  • qualunque altro costo che tu sia obbligato a sostenere per accedere al credito

La normativa europea sul credito al consumo, recepita in Italia nel Testo Unico Bancario, impone che il TAEG compaia sempre nella pubblicità, nel documento informativo precontrattuale e nel contratto. Non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori: è lo strumento che il legislatore ha creato apposta perché tu possa confrontare offerte diverse senza doverti fidare della parola dell'agente allo sportello.

Perché il TAEG è (quasi) sempre più alto del TAN

Dato che il TAEG parte dal TAN e ci aggiunge sopra tutti i costi obbligatori, matematicamente non può mai essere inferiore. Quello che cambia da un'offerta all'altra è quanto si allontana:

SituazioneCosa significa
TAEG molto vicino al TANPochi o nessun costo accessorio: il tasso pubblicizzato riflette quasi per intero il costo reale
TAEG nettamente sopra il TANUna parte consistente del costo è "nascosta" dietro spese di istruttoria, polizze o commissioni

Un esempio puramente illustrativo, non riferito a un'offerta reale: un prestito con TAN al 6% ma spese di istruttoria elevate può arrivare a un TAEG del 7,5%, mentre un prestito con TAN al 7% ma senza costi accessori resta vicino a un TAEG del 7,2%. Guardando solo il tasso nominale sceglieresti il primo; guardando il TAEG scopri che è il secondo, nonostante il TAN più alto, a costarti meno in totale.

Come si arriva al numero del TAEG

Non serve che tu lo calcoli a mano: il TAEG è il risultato di una formula di attualizzazione finanziaria standardizzata a livello europeo, che tiene conto di tutti i flussi di pagamento previsti dal contratto — l'importo che ricevi da un lato, le rate e le spese dall'altro — riportati allo stesso momento temporale. È un calcolo che richiede un foglio di calcolo o un software dedicato, e per questo la legge obbliga l'istituto a fornirtelo già pronto, nel documento "Informazioni europee di base sul credito ai consumatori" che ricevi prima di firmare.

I tre passaggi per confrontare due prestiti senza sbagliare

  1. Ignora il TAN come criterio da solo. Usalo per capire quanto "puro interesse" stai pagando, non per decidere quale offerta prendere.
  2. Metti il TAEG al centro del confronto, ma solo a parità di importo e di durata: lo stesso prodotto può avere TAEG diversi se cambi anche solo uno di questi due parametri.
  3. Chiedi l'importo totale dovuto — capitale più interessi più spese — quando hai dubbi residui: è il numero più concreto, espresso in euro e non in percentuale, e chiude ogni discussione.

Un errore che vale la pena evitare

Molti si fermano al primo preventivo che arriva, magari dopo aver confrontato solo il TAN mostrato in home page da due o tre siti. Il problema è che il TAN "civetta" delle campagne pubblicitarie spesso si riferisce a un profilo ideale (importo alto, durata lunga, cliente con storia creditizia impeccabile) che potrebbe non essere il tuo. Il TAEG indicato nel preventivo personalizzato, quello calcolato sui tuoi dati reali, è sempre il riferimento più affidabile.

Domande frequenti

Un TAN basso è sempre sinonimo di offerta migliore?

No. Bisogna sempre guardare il TAEG, perché include tutti i costi obbligatori e ti dà la fotografia reale della spesa.

TAN e TAEG possono coincidere?

In teoria sì, se non c'è alcun costo accessorio oltre al tasso di interesse. Nella pratica è raro: quasi ogni prestito prevede almeno una spesa di istruttoria.

Il TAEG resta identico per qualunque importo richiesto allo stesso istituto?

No. Cambia in base a importo e durata del finanziamento, motivo per cui la normativa impone un TAEG specifico per ogni proposta contrattuale e non un valore generico da campagna pubblicitaria.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria, creditizia o legale. Condizioni, tassi e requisiti variano nel tempo e da un istituto all'altro: verifica sempre le informazioni aggiornate direttamente presso banche e finanziarie autorizzate.