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Tasso fisso o variabile: quale scegliere per un prestito

Illustrazione di copertina: Tasso fisso o variabile: quale scegliere per un prestito

Nel credito al consumo il tasso fisso è di gran lunga la scelta più diffusa, ma alcuni prestiti personali — e la maggior parte dei mutui — prevedono anche l'opzione del tasso variabile. La differenza tra i due non è solo terminologica: incide direttamente sulla prevedibilità della rata che pagherai e sul livello di rischio che accetti di assumerti nel tempo.

Come funziona il tasso fisso

Con il tasso fisso, il TAN resta identico per tutta la durata del prestito. La rata è sempre uguale dal primo all'ultimo mese: sai fin dal giorno della firma esattamente quanto pagherai in totale, senza sorprese. È la soluzione più adatta a chi ha un reddito stabile e vuole poter pianificare il proprio bilancio con certezza assoluta.

Lo svantaggio, se così si può chiamare, è che se i tassi di mercato dovessero scendere in futuro, non ne beneficeresti automaticamente — a meno di rinegoziare le condizioni o surrogare il prestito presso un altro istituto.

Come funziona il tasso variabile

Con il tasso variabile, il TAN è il risultato di un parametro di riferimento di mercato più uno spread fisso deciso dall'istituto. Se il parametro sale, sale anche la rata; se scende, la rata si riduce di conseguenza. All'avvio del contratto il tasso variabile può risultare più basso rispetto al fisso equivalente, ma la rata non è garantita rimanere quella nel tempo.

Criteri pratici per orientare la scelta

Valuta il tasso fisso se:

  • il tuo reddito è stabile, anche se senza margini particolarmente ampi;
  • vuoi poter pianificare il bilancio familiare con la massima precisione possibile;
  • la durata del prestito è medio-lunga, e quindi l'esposizione a un'evoluzione sfavorevole del mercato sarebbe prolungata nel tempo.

Valuta il tasso variabile se:

  • hai una capacità economica sufficiente ad assorbire un eventuale aumento della rata;
  • la durata è breve, e quindi l'esposizione al rischio di rialzo resta limitata nel tempo;
  • il differenziale iniziale rispetto al tasso fisso equivalente è davvero significativo.

Perché conviene chiedere sempre una simulazione con scenari

Prima di firmare un prestito a tasso variabile, chiedi all'istituto una simulazione con scenari di rialzo del parametro di riferimento. Verifica concretamente di poter sostenere la rata anche nell'ipotesi peggiore che ti viene proposta: se quel numero ti mette in reale difficoltà, il tasso fisso resta la scelta più prudente, anche a fronte di un costo iniziale leggermente superiore.

E il tasso misto?

Alcuni prodotti prevedono formule miste, con periodi a tasso fisso alternati a periodi a tasso variabile, oppure la possibilità di passare da un regime all'altro a determinate scadenze contrattuali. Sono soluzioni meno comuni nel prestito personale rispetto ai mutui: se ti viene proposta una di queste formule, leggi con attenzione le condizioni di passaggio tra un regime e l'altro, ed eventuali costi collegati.

Domande frequenti

Quale dei due è più conveniente in assoluto?

Dipende dall'andamento futuro dei tassi di mercato, che nessuno può prevedere con certezza. Il tasso fisso "acquista" prevedibilità; il tasso variabile scommette su tassi stabili o in calo nel tempo.

Posso passare da variabile a fisso durante la vita del prestito?

Solo se il contratto lo prevede espressamente, oppure surrogando il prestito presso un altro istituto. In entrambi i casi, verifica sempre costi e condizioni applicabili.

Nel prestito personale online, quale tasso trovo più spesso?

Nella grande maggioranza dei casi, un tasso fisso, con una rata costante per tutta la durata del finanziamento.

Questo contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria, creditizia o legale. Condizioni, tassi e requisiti variano nel tempo e da un istituto all'altro: verifica sempre le informazioni aggiornate direttamente presso banche e finanziarie autorizzate.