Una domanda che ricorre spesso è: "se voglio chiudere il prestito adesso, quanto devo dare indietro?". La risposta istintiva — la somma delle rate che mancano — è sbagliata, e per fortuna in senso positivo per chi paga: estinguere in anticipo costa quasi sempre meno di quel totale, perché non paghi gli interessi che non hai ancora maturato. Vediamo come si arriva al numero esatto.
Le voci che compongono il conteggio estintivo
Quando chiedi di chiudere il prestito prima della scadenza naturale, l'istituto elabora un documento chiamato conteggio estintivo, che mette insieme:
- il debito residuo in conto capitale, cioè quanto resta effettivamente da restituire secondo il piano di ammortamento alla data scelta;
- gli interessi maturati fino a quella data e non ancora versati;
- un eventuale indennizzo di estinzione anticipata, a favore dell'istituto;
- il rimborso proporzionale dei costi ricorrenti riferiti alla vita residua del contratto, che ti spettano perché non hai più bisogno di quel servizio per il periodo restante.
Quello che non entra mai nel calcolo sono gli interessi delle rate future che semplicemente non pagherai più: è proprio questa la parte di risparmio che rende conveniente l'operazione.
L'indennizzo: un costo con un tetto fissato per legge
Molti temono che l'istituto possa applicare una penale pesante per "scoraggiare" l'estinzione anticipata. Nel credito al consumo non è così: la legge fissa un limite massimo:
| Vita residua del contratto | Indennizzo massimo |
|---|---|
| Superiore a un anno | Circa l'1% dell'importo rimborsato in anticipo |
| Pari o inferiore a un anno | Circa lo 0,5% dell'importo rimborsato in anticipo |
In più, l'indennizzo non può in nessun caso superare l'importo complessivo degli interessi che avresti pagato nel periodo residuo del prestito, e sotto certe soglie di importo può non essere dovuto affatto.
Un esempio numerico, solo per capire l'ordine di grandezza
I valori che seguono sono puramente indicativi e non si riferiscono a un'offerta reale. Su un debito residuo di 6.000 euro, con più di un anno di vita residua del contratto, l'indennizzo massimo applicabile sarebbe intorno ai 60 euro. A questa cifra si sommano gli interessi maturati fino alla data scelta per l'estinzione, e si sottrae la quota di costi ricorrenti non goduti che l'istituto ti deve restituire.
Come procedere in pratica
- Chiedi all'istituto il conteggio estintivo aggiornato, riferito a una data precisa: non è un documento generico, ma cambia ogni giorno perché gli interessi maturano nel tempo.
- Controlla ogni singola voce, in particolare la corretta decurtazione dei costi non maturati — è la voce più spesso dimenticata o calcolata in modo poco trasparente.
- Esegui il pagamento entro la data di validità indicata nel conteggio, altrimenti l'importo va ricalcolato.
- Richiedi la liberatoria finale e verifica che l'istituto comunichi l'avvenuta estinzione ai sistemi di informazioni creditizie, così che il tuo profilo risulti aggiornato.
Quando conviene farlo, e quando conviene meno
Per via del meccanismo dell'ammortamento alla francese, nelle prime rate del piano la quota interessi pesa di più: estinguere in questa fase produce un risparmio più consistente. Verso la fine del piano, quando la quota interessi residua è già bassa, il vantaggio economico dell'estinzione anticipata si riduce sensibilmente — anche se resta comunque un'opzione legittima in qualsiasi momento.
Domande frequenti
Posso estinguere solo una parte del debito, non tutto?
Sì, con l'estinzione parziale: riduci il capitale residuo e l'istituto rielabora il piano, riducendo l'importo della rata oppure la durata rimanente.
Conviene estinguere quando manca poco alla fine del piano?
In genere meno: negli ultimi anni la quota interessi nelle rate è già bassa, quindi il risparmio ottenibile è ridotto rispetto a un'estinzione nella prima parte del contratto.
Richiedere il conteggio estintivo ha un costo?
Nella maggior parte dei casi no. Eventuali spese devono essere espressamente previste dal contratto e comunque restare contenute.